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LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE CON UN PROGRAMMA D’AZIONE POPOLARE E SOCIALISTA

Da almeno venticinque non si discute di evasione fiscale e venticinque anni fa il governo Berlusconi, non poteva essere diversamente, tentò un primo approccio “pro domo sua” al problema spacciando una controriforma - poi naufragata - per una rivoluzione sociale («Meno tasse per tutti») in favore degli italiani. Oggi in carica c'è un governo borghese che ha deciso di colpire concretamente il fenomeno dell’evasione fiscale iniziando a paventare la trasformazione del reato da civile in penale e, quindi, a modificare la condanna da sanzione amministrativa a carcere.

Il rischio a cui gli italiani onesti e le fasce più deboli del mondo del lavoro e della società possono andare incontro, vista appunto la natura borghese del governo, è quella di un inasprimento di pene che potrebbe colpire indiscriminatamente anche chi versa obbiettivamente in stato di necessità non evitando al grosso evasore la (consueta) possibilità di consumare in altro modo il reato ed eludere la condanna è la giusta pena.

Provando ad abbozzare quello che potrebbe essere una riforma fiscale pensata, invece, da un governo popolare e socialista, si potrebbero delineare alcuni punti programmatici più efficaci ed incisivi:

  • organizzare un sistema fiscale su imposte dirette e che attui una vera ed effettiva progressività nella tassazione dei redditi, attraverso una lotta rigorosa all'evasione, erosione ed elusione fiscale ed anche una unicità di imposta per tutte le fonti di reddito
  • abolire gradualmente alcune imposte indirette a cominciare dall'Iva sui beni e sui servizi di prima necessità ed esentare dall'Irpef i redditi sotto i 30mila euro annui indicizzati
  • riformulare gli scaglioni di reddito, le aliquote fiscali e le detrazioni Irpef (con rimborso di quelle non recuperate per incapienza) per alleggerire l'imposizione sul lavoro dipendente, sui pensionati, sui contadini poveri e piccoli artigiani e commercianti, in base anche ai familiari a carico, e per rafforzare la progressività dell'imposta sui redditi che superano i 40 mila euro di reddito annui indicizzati
  • restituire, anche tramite compensazione, entro l'anno di presentazione della dichiarazione dei redditi le imposte lievitate a causa dell'inflazione e del conseguente drenaggio fiscale e, per i redditi da lavoro dipendente e da pensione, provvedere in sede di conguaglio fiscale a fine anno
  • nessuna fiscalizzazione degli oneri sociali alle imprese ed esenzione dai contributi sanitari per i lavoratori dipendenti
  • colpire la grande evasione, erosione ed elusione fiscale attraverso (a) l'abolizione dei regimi fiscali sostitutivi che applicano le imposte proporzionali invece che progressive, (b) la tassazione progressiva di tutti i redditi includendoli nella base imponibile Irpef, (c) l'abolizione del segreto bancario, (d) efficaci ed efficienti sistemi di accertamento che impediscano la falsificazione dei fatturati, dei profitti, della dichiarazione dei redditi e facciano venire alla luce l'economia sommersa e il "lavoro nero"
  • prevedere tassazione Irpef di tutti i redditi da lavoro autonomo e d'impresa minore attraverso l'abolizione dei sistemi forfettari, l'esatta dichiarazione dei redditi e della base imponibile risultante dai costi e dai ricavi, la corretta imputazione delle spese deducibili, un sistema di contabilità semplificata per i piccoli lavoratori autonomi, artigiani, commercianti
  • rimodulare aliquote Ires e Irap per società di capitali, in nome collettivo, enti pubblici e privati commerciali e non commerciali, società ed enti non residenti in Italia
  • prevedere tassazione progressiva sulle rendite finanziarie, l’abolizione delle imposte sostitutive, il prelievo alla fonte a titolo di acconto e conguaglio con la dichiarazione dei redditi
  • introdurre un’imposta patrimoniale progressiva su tutti i beni immobiliari e mobiliari (titoli azionari e simili, depositi bancari) con l'esenzione della prima casa di abitazione e il piccolo risparmio entro il tetto dei 100mila euro indicizzati
  • introdurre un'imposta per colpire le transazioni speculative sul mercato delle valute ed abrogare i provvedimenti legislativi che hanno portato alla revisione delle aliquote fiscali, alla riduzione delle imposte sui profitti e dell'Irap a favore della grande impresa
  • abrogare le leggi in materia di federalismo fiscale a favore delle regioni, compresa l'Irap, e dei comuni riportando sotto controllo statale il compito di redistribuire le risorse finanziarie derivanti dall'imposizione fiscale a regioni ed enti locali
  • abolire tutte le addizionali Irpef comunali, provinciali e regionali e l'8x1000 a favore della chiesa cattolica e di altre istituzioni religiose

C‘è solo un piccolo problema da tenere presente: oggi in Italia non esiste un governo popolare!!




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